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Scoutismo Ticino

Sito ufficiale dell'associazione scout ticinese
  • Campo pio Claro – Gambarogno: remando verso Venezia

    domenica, 6 settembre 2009

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    (articolo pubblicato su Terra Ticinese)

    foto ringraziamento

    A volte i sogni mettono le ali… Se poi i protagonisti sono giovani non ancora ventenni, il passo si fa breve. La realtà di un viaggio in canoa da Locarno a Venezia (500 chilometri) l’hanno affrontata dal 27 giugno all’undici luglio alcuni esploratori affiliati alle sezioni del Gambarogno e della sezione Visagnoi Claro, assistiti da esperti del Gruppo canoisti ticinesi. L’attraversata del Verbano da Locarno a Magadino ha consentito ai partecipanti di scaldare i muscoli e di rendersi conto di essere protagonisti del primo capitolo di un racconto vero. Nessuna lacrima nei loro occhi, ma tanta luce e la fierezza acerba di una vita ancora in boccio. A Magadino li attendevano oltre duecento persone (autorità, genitori, amici) alle quali si è unito un membro della giuria del prestigioso premio sportivo (la Challenge Sanitas con un assegno di 5’000 franchi) consegnato agli esploratori per l’originalità della loro coraggiosa iniziativa. Poi, dopo una breve cerimonia ufficiale e gli auguri di rito, è iniziata l’avventura in un tripudio di colori. Le emozioni vissute le raccontano gli stessi protagonisti ai lettori di Terra ticinese, con l’aggiunta di alcune bellissime immagini. (Diego Invernizzi)

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    Siamo partiti da Locarno il 27 giugno: siamo dieci pionieri (Alessandra, Tessa, Serpis, Ary, Daly, Dada, Sid, Susan, Sele e Indiana), tre monitori canoisti (Ivo, Andreas e Mauro) e sei monitori scout (Takin, Lollo, Fabi, TiDiElle, Luca e Andrea). Finalmente è arrivato il giorno della partenza e la nostra avventura ha inizio! Ritrovati tutti a Locarno, abbiamo tenuto una piccola conferenza stampa e poi in canoa! Dopo un’oretta di pagaiate eccoci arrivati a destinazione, Magadino, dove ci hanno accolto i nostri genitori e molti curiosi. Terminato il breve aperitivo siamo finalmente partiti con auto e furgoni verso Sesto Calende. Una volta sul posto abbiamo dovuto constatare che il ristorante dove avremmo dovuto accamparci, era stato appena venduto; il problema è stato però subito risolto e abbiamo potuto piazzare le nostre tende nel terreno accanto. Il giorno seguente, dopo la sveglia, ci siamo preparati di fretta per cominciare la nostra avventura. Sul fiume abbiamo visto spiagge di tutti i tipi, si rideva, si scherzava e si cantava. Abbiamo pranzato come dei veri italiani alle due e mezzo. Finito il pranzo siamo ripartiti alla volta del ponte di Magenta, meta finale della giornata. Arrivati al ponte abbiamo caricato le barche sui furgoni e ci siamo trasferiti alla sede degli scout di Vigevano, che ci avrebbero accolto per quella notte.

    L’indomani la sveglia ha suonato alle 6 e, dopo un’abbondante colazione, siamo ripartiti. Dopo ore di navigazione l’entusiasmo di aver finalmente raggiunto la meta del giorno se ne è andato subito in seguito alla brutta notizia che uno dei furgoncini era stato scassinato e alcune borse degli accompagnatori contenenti anche alcuni dei nostri documenti erano state rubate. Credevamo che almeno per quel giorno le brutte avventure fossero finite e invece, una bombola di gas ha preso fuoco. I pompieri prontamente accorsi hanno spento l’incendio e allontanato le bombole. Per cena abbiamo ordinato qualche pizza per mangiarla tutti assieme nelle nostre tende.

    Martedí ci siamo concessi una pausa. Abbiamo posticipato la sveglia, e dopo un lauto brunch, nel pomeriggio ci siamo divisi in due gruppi. I pionieri e alcuni monitori si sono recati a un parco acquatico e gli altri hanno sbrigato le formalità degli imprevisti. La sera ci siamo poi concessi un’ottima cena al ristorante “Amici del Po” che ci aveva messo a disposizione il terreno.

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    L’indomani la sveglia era alle 6, ma noi abbiamo fatto finta di niente e ci siamo svegliati alle 6.20 in coma per via del pasto precedente. Il tempo in canoa è passato in fretta. All’arrivo di un temporale ci siamo fermati al primo porto e con l’aiuto di alcuni vecchietti simpatici abbiamo messo in salvo le imbarcazioni. Dopo cena ci siamo spostati a Piacenza dove gli scout del posto ci accoglievano quella notte.

    Giovedí ci siamo svegliati alle 6, dopo appena cinque ore e mezzo di riposo. Abbiamo mangiato un’abbondante colazione e poi subito pronti per partire! Quel giorno ci aspettavano 45 km che avremmo percorso al mattino, in modo da avere il pomeriggio libero, Purtroppo a causa di ritardi e del caldo spossante abbiamo raggiunto la meta solo alle 17.30. Addio pomeriggio libero!

    La tratta di venerdí è stata davvero dura, ma nonostante ciò ce l’abbiamo fatta. Ora dobbiamo montare le tende, scaricare e riordinare le valigie, preparare la cena, fare finalmente una doccia e mangiare, per poi concederci una fantastica passeggiata tra le vie di Cremona e festeggiare il compleanno di Martina, una monitrice che si occupa di accompagnarci con uno dei furgoncini.

    L’indomani dopo aver smontato le tende e preparato la colazione ci siamo diretti con il furgone verso il fiume. Abbiamo provato e trovato un metodo di viaggio alternativo: 50 minuti di pagaiate e 10 di pausa. La tratta di oggi è stata di circa 50 km. Dopo la pausa pranzo abbiamo continuato il viaggio per circa due ore prima di incontrare Gengis che ci ha indicato la strada per la sede dei canoisti di Casalmaggiore dove abbiamo fatto una bella doccia calda. Dopo un’abbondante cena abbiamo pulito tutto molto velocemente perché i monitori ci avevano concesso libero fino alle 22.00 (22.15 in tenda).

    La domenica la sveglia ha suonato come di consueto alle 6. Dopo aver salutato Ivo e Monica che ci hanno accompagnato per tre giorni, abbiamo pagaiato per quattro ore e ci siamo fermati per la pausa pranzo. Quarantacinque minuti dopo siamo ripartiti; fortunatamente la giornata era leggermente meno afosa del solito, ma dopo otto ore sotto il sole non ne potevamo piú. Alle 16.30 abbiamo raggiunto la sede della motonautica di Borgoforte, che ci avrebbe ospitato per la notte. Questa sera ci aspetta un’ottima e meritata cena: hamburger, patate e macedonia!

    Il giorno seguente abbiamo percorso la tappa piú lunga. 60 Km! Ci siamo svegliati e svolti gli usuali lavori mattutini, eravamo pronti per partire. Dopo lunghissime ore di pagaiate ci siamo finalmente fermati per il pranzo. Purtroppo l’entusiasmo che avevamo dopo di esso si è letteralmente esaurito e abbiamo indetto uno sciopero di tutto rispetto: ci siamo uniti in gruppo e smesso di pagaiare. Quando dopo gli incitamenti degli animatori, siamo giunti a Castelmassa, abbiamo trovato la sezione scout locale che ci ha offerto, oltre a una doccia calda, anche un’ottima grigliata in compagnia.

    Il giorno seguente, dal lato sportivo, è terminato attorno alle 21, a Ferrara! Luogo magnifico! Mentre alcuni di noi pulivano le canoe e stendevano il materiale, altri si sono dedicati alla cena e alla stesura dei testi. Siamo stanchi e bisogna iniziare a pianificare l’arrivo in Laguna, tenendo conto di possibili problemi fisici e mentali. Di una cosa siamo però ben sicuri: vogliamo rimanere uniti senza correre rischi inutili!

    L’indomani un’altra levataccia! Ma questa volta siamo stati molto piú veloci a preparare la colazione e sistemare tutto il materiale. Grazie al mitico Adriano siamo riusciti a trovare delle soluzioni ai problemi discussi ieri. Sapevamo che la corrente non c’era più e, secondo lui, sarebbe stato troppo arrivare fino al punto previsto. Dopo una foto ricordo con Adriano partiamo per l’ultima tratta sul Po! Passate alcune ore troviamo un ristorante. Decidiamo di fermarci per un gelato, ma un minaccioso temporale in arrivo ci costringe a ripartire in fretta. Un’oretta ancora e raggiungiamo i furgoni dove scopriamo che la borsetta di Martina contenente, tra l’altro, le chiavi di uno dei veicoli, è stata rubata. Al che tre monitori si sono incaricati di recarsi in Ticino a recuperare la chiave di riserva del furgone.

    Il mattino successivo abbiamo dormito fino alle 10.30! Riordinato vestiti e tende, abbiamo aspettato i monitori di ritorno dal Ticino, per poi partire alla volta di Chioggia in furgone. Una pizza tutti assieme per cena e poi tutti a dormire sotto le stelle!

    Diana alle 3.30. Il momento della sveglia è stato ovviamente duro, ma dopo alcune tazze di caffè è andata meglio. Siamo partiti dal ponte dedicato a Baden Powell (fondatore degli scout) un po’ in ritardo, ma abbiamo visto ugualmente l’alba sui tetti di Chioggia (motivo della levataccia). La situazione oggi è molto differente: corrente non ce n’é e in più la laguna è molto trafficata. Per pranzo sosta a Malamecco, dove abbiamo comprato dei panini. Siamo poi subito ripartiti per sfruttare la corrente giusta.

    Passata la notte al campeggio di Fusina, oggi si visita Venezia. Al mattino ci siamo recati a Murano dove abbiamo visto una fornace e le botteghe tipiche, senza i monitori che ci avevano lasciato tempo libero. Nel pomeriggio siamo poi andati a Venezia, dove alcuni parenti e amici erano già arrivati per il grande evento dell’indomani.

    11 luglio: la sveglia di questa mattina è stata alle 6.50. Colazione, riordino e spostamento ai nostri kayak. Entusiasti all’idea di rivedere i nostri amici e familiari, siamo saliti per l’ultima volta sulle canoe e ci siamo avviati verso Piazza S. Marco. Un’ora e mezzo circa di sforzo e siamo arrivati a Venezia centro, scortati da una barca della guardia di finanza. Da lontano cominciavamo a scorgere le prime figure esultanti sul ponte di Rio Lungo, dietro al quale ci aspettava il tratto piú pericoloso di tutto il tragitto che ci avrebbe condotto alla sede della Reale Canottieri Bucintoro. Alla sede ci aspettavano amici e parenti con i quali abbiamo mangiato il pranzo offerto. Infine ci sono stati consegnati degli attestati, abbiamo scattato le ultime foto, poi ognuno è rientrato al proprio domicilio con la sua famiglia e… un bagaglio pieno di avventure ed emozioni!

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